Se'ntendo parlar di qualcosa, quel che vien richiesto spesso è una posizione che definisca lo stato di un oggetto o di un atto, slegato da ciò che ne è il contorno, come quando la scienza eccede nell'isolare un elemento pensando di capirlo o un medico cerca il malore di qualcuno senza chiedere le sue abitudini.
Ad esempio eterne diatribe come l'utilità della guerra, dei partiti, della caccia, delle fonti di energia, della religione non trovano poso se non arroccandosi su scelte prodotte da visioni di mondi ideali dove: nessuna persona lede l'altro, la possibilità di governare non può cambiare radicalmente le abitudini, gli animali non hanno bisogno di nessun ciclo biologico, i sottoprodotti della produzione di energia non recano danno, lo sviluppo della perfezione morale non definisce e quindi promuove l'animo ribelle. Ci vuole calma e sangue freddo per gestirci in futuro senza prevaricare il valore dell'armonia della terra che solo di rado si fa sentire passando dall'apparente stasi, a noi utile per compiere scelte sbagliate, a un'evidente azione giustamente sproporzionata agli occhi di preti castigatori, ingegneri speculatori, cacciatori e ambientalisti troppo teorici, politici irruenti e travisatori, eserciti con solo armi.
Eppure i cartoni animati ce l'hanno insegnato che per andare più forte avanti si deve a volte prendere la rincorsa...anche se fra le caratteristiche dell'homo sapiens sapevo c'era quella del saper progettare, sembra che si sa andare solo avanti, con poca lungimiranza e una dialettica sempre meno aperta ad analisi dei termini in questione, come se la concentrazione fosse solo il rapporto tra sostanze e non più raccogliersi per avere visione più ampia.
giovedì 26 agosto 2010
Iscriviti a:
Post (Atom)